In questi giorni si stanno tenendo i test di ingresso per molte facoltà universitarie e molti neo-diplomati si stanno giocando in una sola giornata la possibilità di concretizzare la loro passione.
Sarà perchè ho a che fare tutti i giorni con gli studenti degli ultimi anni del liceo, sarà perchè sono in contatto con molti ex-studenti che hanno dovuto affrontare o devono affrontare questo "collo di bottiglia"...ma io sui test d'ingresso alle facoltà universitarie nutro grandi perplessità.
Credo che sia disumano azzerare le speranze e i sogni dei giovani in nome di un generoso "non vogliamo creare false speranze" o nell'ottica di un "seguiamo le richieste del mercato". Che cambia in continuazione, per cui non sapremo tra 4,5,6 anni che offerta lavorativa ci sarà.
Piuttosto, se vogliamo laureati seri e preparati, facciamo selezione seria durante il percorso accademico: saranno gli studenti stessi a dimostrare di avere le capacità di realizzare i loro sogni oppure no.
Non è prescritto da nessuno che tutti si debbano laureare, questo è vero.
Ma da professoressa e da politica dico che a tutti bisogna dare la possibilità di provarci.
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sabato 3 settembre 2011
giovedì 28 luglio 2011
La politica under 18
14 anni: ecco l'età della più giovane vittima sull'isola di Utoya. E sapete una cosa? Non era lì perchè figlio di qualche laburista presente all'incontro.
Era lì perchè attivista del partito, impegnato nella politica tanto da recarsi al campo di Utoya. E lì morire per mano di un folle.
L'età di questo ragazzo mi ha colpito, come mi ha colpito leggere di tanti diciottenni coinvolti nella strage perchè arrivati a Utoya per il raduno laburista.
Noi quanto dovremo aspettare per vedere ragazzi così giovani interessarsi della cosa pubblica?
Era lì perchè attivista del partito, impegnato nella politica tanto da recarsi al campo di Utoya. E lì morire per mano di un folle.
L'età di questo ragazzo mi ha colpito, come mi ha colpito leggere di tanti diciottenni coinvolti nella strage perchè arrivati a Utoya per il raduno laburista.
Noi quanto dovremo aspettare per vedere ragazzi così giovani interessarsi della cosa pubblica?
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Il "trota" e il suo cursus honorum
Della vicenda dei dossier per facilitare la carriera del "Trota" (io avrei preso le distanze da mio padre il giorno stesso in cui fu formulato quel soprannome) non è il caso di parlare, tra i "forse", i "se" e così via...
Ma oggi riflettevo sulla sua carriera. Di punto in bianco si è trovato a guadagnare una cifra esorbitante, catapultato in un ruolo istituzionale tutt'altro che marginale. Inquieta ancor di più il fatto che non si senta assolutamente in dovere di dimostrare che quel posto se non se lo è proprio meritato almeno se lo sta guadagnando (o almeno io ho questa percezione, voi?)
Poco più di due settimane fa ho "diplomato" una classe di studenti, liceo scientifico.
Ragazzi in gamba, con ottime potenzialità e sogni nel cassetto: diventare ingegneri, medici, fisici,astrofisici, veterinari, e anche insegnanti.
Mi sembrano anni luce lontano dal "trota". Non solo per il "destino economico" che li attende (dubito che tra due anni qualcuno di loro possa sedere al Pirellone come Consigliere).
Ma soprattutto per la voglia di dimostrare quanto valgono.
Ma oggi riflettevo sulla sua carriera. Di punto in bianco si è trovato a guadagnare una cifra esorbitante, catapultato in un ruolo istituzionale tutt'altro che marginale. Inquieta ancor di più il fatto che non si senta assolutamente in dovere di dimostrare che quel posto se non se lo è proprio meritato almeno se lo sta guadagnando (o almeno io ho questa percezione, voi?)
Poco più di due settimane fa ho "diplomato" una classe di studenti, liceo scientifico.
Ragazzi in gamba, con ottime potenzialità e sogni nel cassetto: diventare ingegneri, medici, fisici,astrofisici, veterinari, e anche insegnanti.
Mi sembrano anni luce lontano dal "trota". Non solo per il "destino economico" che li attende (dubito che tra due anni qualcuno di loro possa sedere al Pirellone come Consigliere).
Ma soprattutto per la voglia di dimostrare quanto valgono.
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martedì 26 luglio 2011
La mia Sesto. Il mio PD
Ho pensato a lungo se scrivere qualcosa sulla bufera che sta colpendo la mia città, Sesto San Giovanni, e il mio partito. Avevo deciso di no, perchè le voci che si sono sentite in questa vicenda sono state davvero tante (forse troppe?), e non credo di poter portare nessun valore aggiunto alla questione.
Però.
Però il cuore mi continuava a dire altro, sollecitato dal fatto di non essere in città, perchè "chiamata" al mio dovere di mamma.
Non voglio entrare nel merito di una questione enorme, che tocca solo ed esclusivamente alla magistratura dipanare.
Non voglio schierarmi tra i garantisti o i giustizialisti, perchè ormai va di moda così.
Voglio semplicemente dire che il PD che ho conosciuto in questi anni a Sesto (dal gennaio 2008) è lontano anni luce da come lo si dipinge o da come, da parte di alcuni, lo si vorrebbe presentare. E' un partito di gente appassionata, coesa, alla mano. E' un partito che apre ai giovani e ai giovani dà fiducia. E' un partito di gente che la domenica mattina si alza presto per stare ai gazebo o per aprire i circoli, per incontrare la città.
E' un partito che, come ricorda il nostro attuale Sindaco, ci ha sempre messo la faccia.
E se ripenso alla mia esperienza personale, al fatto che questo partito abbia chiesto a me, appena entrata in politica, donna, giovane (lasciatemelo credere!) di candidarmi alle provinciali 2009 per la nostra città...mi chiedo con che coraggio si possa parlare di vecchi sistemi, di casta.
Ai giovani della mia città dico che se le vogliamo bene, se c'interessa, dobbiamo continuare l'impegno politico, con rigore, moralità e generosità.
L'anti-politica distrugge, ma poi cosa resta oltre alle ceneri?
Però.
Però il cuore mi continuava a dire altro, sollecitato dal fatto di non essere in città, perchè "chiamata" al mio dovere di mamma.
Non voglio entrare nel merito di una questione enorme, che tocca solo ed esclusivamente alla magistratura dipanare.
Non voglio schierarmi tra i garantisti o i giustizialisti, perchè ormai va di moda così.
Voglio semplicemente dire che il PD che ho conosciuto in questi anni a Sesto (dal gennaio 2008) è lontano anni luce da come lo si dipinge o da come, da parte di alcuni, lo si vorrebbe presentare. E' un partito di gente appassionata, coesa, alla mano. E' un partito che apre ai giovani e ai giovani dà fiducia. E' un partito di gente che la domenica mattina si alza presto per stare ai gazebo o per aprire i circoli, per incontrare la città.
E' un partito che, come ricorda il nostro attuale Sindaco, ci ha sempre messo la faccia.
E se ripenso alla mia esperienza personale, al fatto che questo partito abbia chiesto a me, appena entrata in politica, donna, giovane (lasciatemelo credere!) di candidarmi alle provinciali 2009 per la nostra città...mi chiedo con che coraggio si possa parlare di vecchi sistemi, di casta.
Ai giovani della mia città dico che se le vogliamo bene, se c'interessa, dobbiamo continuare l'impegno politico, con rigore, moralità e generosità.
L'anti-politica distrugge, ma poi cosa resta oltre alle ceneri?
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mercoledì 1 giugno 2011
La forza gentile di Milano
Va bene. Parlare del successo di Pisapia a Milano e in generale del centrosinistra in tutta Italia non è facile: c'è già chi lo fa con maggiori competenze di me. Ma non credo di poter e voler evitare di condividere con voi qualche "pensiero sparso", qualche riflessione che parta dal capolavoro politico che sono state le elezioni di Milano.
Non voglio chiedermi il perchè Pisapia ha vinto, se è cambiato davvero il vento, se il berlusconismo è davvero finito. Voglio solo condividere tre elementi che mi hanno colpito nella campagna di Pisapia e che credo debbano essere patrimonio delle prossime sfide politiche.
1. La meglio gioventù: i giovani sono tornati ad interessarsi di politica, ad emozionarsi, a partecipare. Alla faccia di chi li ritiene animali da ingrassare con i reality, il qualunquismo di mezza età e gli "dei falsi bugiardi" della moda a tutti i costi (anche economici). Io ho davvero ammirato, commossa ed entusiasta, tutti quei diciottenni e quegli universitari che hanno speso energie per la campagna di Pisapia, che si sono riversati in piazza Duomo lunedì 30 maggio e che hanno capito che fare politica non è avere le mani in pasta, ma partecipare al bene pubblico. A loro dico grazie per la boccata di speranza, voglia di fare e forza di volontà che insegnano a tutti noi.
2. La forza gentile di Giuliano: umanamente difficilissima. Un uomo che si è visto attaccare privatamente e pubblicamente nei modi più squallidi e meschini, su cui si sono dette le peggior cose, che è stato vittima di mistificazioni ai limiti del pudore, ha risposto con il sorriso, senza MAI abbassarsi al livello degli avversari.
Ecco la politica che voglio e che finalemte ho visto: lontana dai salotti urlanti, dalle bagarre imbarazzanti, ha dimostrato che, se si è convinti delle proprie ragioni, bastano rispetto dell'avversario e coerenza. Le idee penseranno a convincere.
Rispondere ai manifesti elettorali di bassa Lega (!!!) sulla Zingaropoli, o alle paure cielline della "mecca dei Gay" con un testo di Brecht: questa è PURA CLASSE.
3. L'uomo e i partiti: l'elettorato ha scelto un candidato relativamente nuovo sulla scena politica italiana, sostenuto da un popolo "arancione" che esulava anche dai partiti.Eppure da questo candidato i partiti che lo sostenevano sono stati rafforzati. Bilancio positivo per entrambi, insomma.
Ma soprattutto un grande monito e una grande speranza per la politica di domani: impensabile rinunciare all'esperienza dei Partiti ( come dico sempre si miei studenti: oltre alla pars destruens ci deve essere anche quella costruens - vero Grillini?) ma possibile, possibilissimo pensare a uomini nuovi.
Grazie Milano!
Non voglio chiedermi il perchè Pisapia ha vinto, se è cambiato davvero il vento, se il berlusconismo è davvero finito. Voglio solo condividere tre elementi che mi hanno colpito nella campagna di Pisapia e che credo debbano essere patrimonio delle prossime sfide politiche.
1. La meglio gioventù: i giovani sono tornati ad interessarsi di politica, ad emozionarsi, a partecipare. Alla faccia di chi li ritiene animali da ingrassare con i reality, il qualunquismo di mezza età e gli "dei falsi bugiardi" della moda a tutti i costi (anche economici). Io ho davvero ammirato, commossa ed entusiasta, tutti quei diciottenni e quegli universitari che hanno speso energie per la campagna di Pisapia, che si sono riversati in piazza Duomo lunedì 30 maggio e che hanno capito che fare politica non è avere le mani in pasta, ma partecipare al bene pubblico. A loro dico grazie per la boccata di speranza, voglia di fare e forza di volontà che insegnano a tutti noi.
2. La forza gentile di Giuliano: umanamente difficilissima. Un uomo che si è visto attaccare privatamente e pubblicamente nei modi più squallidi e meschini, su cui si sono dette le peggior cose, che è stato vittima di mistificazioni ai limiti del pudore, ha risposto con il sorriso, senza MAI abbassarsi al livello degli avversari.
Ecco la politica che voglio e che finalemte ho visto: lontana dai salotti urlanti, dalle bagarre imbarazzanti, ha dimostrato che, se si è convinti delle proprie ragioni, bastano rispetto dell'avversario e coerenza. Le idee penseranno a convincere.
Rispondere ai manifesti elettorali di bassa Lega (!!!) sulla Zingaropoli, o alle paure cielline della "mecca dei Gay" con un testo di Brecht: questa è PURA CLASSE.
3. L'uomo e i partiti: l'elettorato ha scelto un candidato relativamente nuovo sulla scena politica italiana, sostenuto da un popolo "arancione" che esulava anche dai partiti.Eppure da questo candidato i partiti che lo sostenevano sono stati rafforzati. Bilancio positivo per entrambi, insomma.
Ma soprattutto un grande monito e una grande speranza per la politica di domani: impensabile rinunciare all'esperienza dei Partiti ( come dico sempre si miei studenti: oltre alla pars destruens ci deve essere anche quella costruens - vero Grillini?) ma possibile, possibilissimo pensare a uomini nuovi.
Grazie Milano!