Ecco pronta la risposta a chi sostiene che il PD non abbia idee e non faccia proposte.
Le fa e, quando riesce ad avere i numeri, riescono anche a passare in Parlamento.
Esempio: oggi è passato un ordine del giorno del Pd sulla ripartizione dell'8 per mille.
Si consente ai cittadini di indicare una scuola pubblica come destinataria di una quota dell'8 per mille finalizzata a interventi di manutenzione.
Concretamente: le scuole pubbliche cadono a pezzi. Il governo non fa nulla (tanto le escort non le frequentano); ci pensa allora l'opposizione che fa destinare una parte dell'8 per mille allo Stato proprio per questo.
QUA in dettaglio il tutto.
Allora, chi è che non fa proposte concrete?
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giovedì 29 settembre 2011
lunedì 29 agosto 2011
La scuola precaria
Mi stupisco della diatriba Lupi-Gelmini, e mi stupisco persino di essere più vicina alle posizioni del ministro.
Qui trovate il sunto della polemica che era esplosa un mesetto fa, ma che pare sia serpeggiata anche tra gli stand del Meeting (no, tranquilli, non ci sono andata!).
Bene, a Lupi dico solo questo: in alcune classi di concorso vengono immessi in ruolo uno o due docenti ogni due/tre anni. Se creassimo un doppio canale, quello delle graduatorie ad esaurimento e quello dei tfa, come potremmo fare? E' giusto che persone che lavorano nella scuola da anni e che da anni attendono il ruolo debbano vedersi "scavalcare" in nome dell'idea di una "scuola giovane"?
Io credo che, su tutto, debba prevalere il concetto di "una scuola valida".
Ecco perchè il criterio non può essere anagrafico, ma di competenze.
La scuola italiana ha bisogno di insegnanti validi, appassionati e competenti. E purtroppo nè le SSIS, nè i TFA (per citare le ultime "trovate") hanno verificato o verificano questi requisiti.
Aggiungiamo che non possiamo far vivere nel precariato intere fasce di docenti tra i 28 e i 40 anni per "far largo ai giovani". E' giusto che questi "giovani" si formino per l'insegnamento e vengano realmente selezionati. La vogliamo o no la meritocrazia?
Qui trovate il sunto della polemica che era esplosa un mesetto fa, ma che pare sia serpeggiata anche tra gli stand del Meeting (no, tranquilli, non ci sono andata!).
Bene, a Lupi dico solo questo: in alcune classi di concorso vengono immessi in ruolo uno o due docenti ogni due/tre anni. Se creassimo un doppio canale, quello delle graduatorie ad esaurimento e quello dei tfa, come potremmo fare? E' giusto che persone che lavorano nella scuola da anni e che da anni attendono il ruolo debbano vedersi "scavalcare" in nome dell'idea di una "scuola giovane"?
Io credo che, su tutto, debba prevalere il concetto di "una scuola valida".
Ecco perchè il criterio non può essere anagrafico, ma di competenze.
La scuola italiana ha bisogno di insegnanti validi, appassionati e competenti. E purtroppo nè le SSIS, nè i TFA (per citare le ultime "trovate") hanno verificato o verificano questi requisiti.
Aggiungiamo che non possiamo far vivere nel precariato intere fasce di docenti tra i 28 e i 40 anni per "far largo ai giovani". E' giusto che questi "giovani" si formino per l'insegnamento e vengano realmente selezionati. La vogliamo o no la meritocrazia?
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mercoledì 27 luglio 2011
AAA Insegnanti di sostegno
Cercasi.
Anzi, si necessitano. Ma vengono tagliati. Il prossimo anno scolastico aumenterà il numero degli alunni disabili e diminuirà quello degli insegnanti di sostegno.
Ancora un segnale forte di come questo governo non investa sulla scuola.E a farne le spese, prima di tutto, chi dovrebbe essere maggiormente tutelato e chi dovrebbe vedersi garantite pari opportunità.
Continuo a pensare che un Paese che non investe sulla scuola e sulla formazione sia un Paese destinato a chiudersi sempre più in se stesso, relegandosi ai margini di modernità e sviluppo.
Anzi, si necessitano. Ma vengono tagliati. Il prossimo anno scolastico aumenterà il numero degli alunni disabili e diminuirà quello degli insegnanti di sostegno.
Ancora un segnale forte di come questo governo non investa sulla scuola.E a farne le spese, prima di tutto, chi dovrebbe essere maggiormente tutelato e chi dovrebbe vedersi garantite pari opportunità.
Continuo a pensare che un Paese che non investe sulla scuola e sulla formazione sia un Paese destinato a chiudersi sempre più in se stesso, relegandosi ai margini di modernità e sviluppo.
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