domenica 6 ottobre 2013

In un armadio




Oggi ho fatto il cambio dell'armadio.
E mentre riponevo le stoffe estive, accarezzavo la lana e tiravo fuori sciarpe e guanti ecco che mi sono immersa nei colori, nei profumi e nelle emozioni.
Una maglia o un vestito possono far venire in mente alcuni dei momenti più belli o più dolorosi.
Ed ecco che un pomeriggio di "lavoro domestico" si è trasformato in un viaggio appassionante tra i ricordi.

C'è il rosa acceso che mi riporta alla giacca a vento di una ragazzina di vent'anni fa e al suo primo bacio.
Ci sono la camicia e le ballerine rosse consumate in una campagna elettorale.
C'è l'avorio di quell'Abito.
C'è la t-shirt gialla rigata di lacrime di gioia alla scoperta di aspettare la mia prima bimba.
C'è il blu sbiadito del maglione con cui si andava agli esami universitari, sperando in non so quali poteri apotropaici.
C'è l'azzurro cielo pieno di speranza di quella sera a guardare "l'ultimo bacio".
C'è l'arancione del maglione che mi scaldava quel capodanno a Marrakech.
C'è il nero conturbante di una scarpa col tacco per quella cena piena di romanticismo struggente.
E poi ci sono i jeans, così comodi per sedersi in cattedra a parlare di letteratura e di sogni, il cappotto regalato dalla nonna per i 18 anni, i pantaloni bianchi comprati dopo aver fatto pace con la propria autostima.

In un armadio e in quello che esso ha contenuto ci possono stare i ricordi più forti di una vita, soprattutto per chi ricorda "attraverso le immagini". Il che è un po' una maledizione e un po' un'immensa fortuna, perché quei colori, quei profumi e quelle immagini rimarranno scolpite per sempre. Nella testa e nel cuore.

sabato 28 settembre 2013

Elio dixit




Elio, un amico, mi ha postato su FB il pensiero che attraversa l'elettore italiano di centro sinistra davanti ai militanti del PD:

A proposito. Avete finito di litigare sul congresso? Sulla data del congresso? Sulle regole delle primarie? Sul candidato premier? Sveglia sveglia sveglia cazz...il nano non è morto!

Come dargli torto?

"Safari fotografico" in città




La mia città oggi mi ha riservato un sabato pomeriggio inaspettato.
L'occasione: le Giornate Europee per il Patrimonio 2013. Cosa? Un "safari fotografico" in alcuni dei siti della candidatura di Sesto all'UNESCO: il parco archeologico ex-Breda, le aree Falck, l'area Campari.

Eravamo in 100 cicloturisti, tra cui tantissimi bambini, ad ascoltare i racconti di chi in quelle fabbriche ha passato una vita intera.
Con gli occhi sgranati verso i giganti che hanno fatto la storia della nostra città e che vorremmo consegnare alla Storia con il riconoscimento dell'UNESCO.

sabato 14 settembre 2013

Perché non posso?





Ieri mi è stato segnalato questo interessante articolo di Luca Sofri sul (triste) episodio di Burlando, il presidente della Liguria.

Pensa e ripensa - perché sono una che 'rumina' - l'ho trovato, da amministratrice, anche piuttosto indigesto. Ma vero, anzi verissimo. È un po' come quando da bambini si ricevono pesantissime sgridate, ma assolutamente motivate, a fronte delle quali uno non può che dire "hai ragione".

La questione non mi è nuova. Da chi mi è vicino sono arrivati, in passato, bonari "rimproveri" sul fatto che si debba tenere presente il ruolo pubblico in ogni momento della mia vita, sia che stia scrivendo su un social network sia che sia tentata di insultare l'automobilista che, passando con il rosso, rischia di investire me e i miei figli.

Non è facile, soprattutto per i caratteri come il mio. A volte è percepito come un piccolo sacrificio della propria libertà, a volte si deve lottare con la spontaneità (o la chiamiamo impulsività?).

Un paio di mesi fa, sbuffando a fronte di uno di quei bonari rimproveri, chiedevo "perché non posso scrivere tranquillamente su Facebook un mio stato d'animo?".
Ecco, oggi, in quest'articolo di Sofri la risposta, faticosamente vera: "perché non sei come tutti gli altri, e hai un pezzo di responsabilità di ribaltare in meglio questo Paese, non di timbrare un cartellino e segnarti le ferie".

domenica 25 agosto 2013

Zaino in spalla




Lo so che siamo al 25 agosto, che manca quasi un mese alla fine dell'estate. Ma per me le vacanze sono concluse, domani si torna al lavoro definitivamente, senza più stacchi e interruzioni.
Questa sera mi ricorda tanto le sere che anticipavano i miei primi giorni di scuola da insegnante: la voglia di riprendere, le cose da fare già chiare nella testa.
In una parola, la progettualità che (a me) fa stare tanto bene.

Si chiude con oggi la mia estate.
Un'estate strana, se devo provare a descriverla.
Un'estate in cui ho scoperto alcuni aspetti di me che mi piacciono molto, e altri un po' meno. Ed ecco che, alla "veneranda età di 33 anni", ti scopri un pochino diversa da quello che credevi.
Un'estate fatta di emozioni forti, che mi ha obbligato a fare i conti con le mie fatiche, ad esempio di mamma, ad ammetterle e a provare a superarle.
Un'estate di sole, tra bagni in mare spensierati e passeggiate riflessive tra i boschi in montagna.
Un'estate di scelte, di entusiasmo, di "sana nostalgia".
La MIA estate, insomma.

Ecco, domani si ricomincia il turbinio di telefonate, mail, urgenze, appuntamenti.
Ma si ricomincia con entusiasmo, che non significa pensare ingenuamente o presuntuosamente che non ci sarà la fatica, a volte anche durissima.
Significa semplicemente che si ricomincia con quel "bagaglio" che ci ha un po' cambiati, e che ora fa parte di noi.

venerdì 2 agosto 2013

Storia e storie




Mattina di pieno sole, in stazione ad aspettare un treno con destinazione fine settimana lungo in montagna, dalla mia famiglia.
È il 2 agosto e la testa non può non registrare la data, pensare, ricordare, fare silenzio di fronte alla Storia e ai mostri che la popolano.

La stazione però oggi è quella di Monza, e questo mi riporta a quadri della mia storia: quanti mezzogiorni in attesa del treno per Sesto, dopo tante ore tra versioni di Cicerone, versi di Eschilo e sonetti di Petrarca. Con la testa sugli impegni del pomeriggio, i compiti da fare, gli allenamenti.

Ho iniziato il liceo con l'a.s '93/'94. Mi ricordo che cos'è stato quell'anno, per la politica italiana, più che altro attraverso il ricordo dei commenti del mio prof. del ginnasio (il liceo aveva la fama di essere il "liceo rosso" per antonomasia) e attraverso i commenti delle mie compagne dalla Brianza imprenditoriale.
C'è chi pensa che ieri si sia chiusa una storia iniziata quell'anno, chi no, chi è indignato, chi esulta.

Io prendo atto del terremoto politico, mi indigno (sì, mi indigno) per quel messaggio pericoloso che ieri è stato trasmesso su quasi tutte le reti e in quasi tutti i servizi, ma la mia testa rimane su altro.
Rimane sul mio partito, su quello che vuole essere e sulla capacità che vuole avere di non tradire i suoi elettori. Di intercettarne altri, di ridare speranza e di formulare risposte concrete.
Rimane sul mio Paese e sulla mia città, sui bisogni dei cittadini, sugli strumenti che (non) abbiamo per rispondere a tutti.

Se mi dovessero chiedere quale sia stata la notizia che più mi ha colpito delle ultime settimane, a me verrebbe in mente di pancia, subito, un nome: Laura Prati.
Ed è per storie come la sua, non per la sentenza di ieri, che adesso scrivo con un po' di speranza, in treno, guardando le Grigne che svettano in un cielo che mai mi è sembrato così azzurro.

domenica 16 giugno 2013

Il mio "giallo dei limoni"




Per gli studenti di quinta è "il giallo dei limoni" di Montale.
Sono quegli squarci che ti si aprono, ti mostrano un'altra realtà, un'altra vita. Intuizioni, che poi si richiudono.

A volte capita, senza tirare in ballo Montale. Una sera, in settimana, dopo un dibattito intenso, bello ma faticoso, con i cittadini. Si decide di andare a prendere una birra (per capirci, con la birra io ho familiarizzato solo recentemente), destinazione Carroponte, dopo la mezzanotte.

Un concerto appena finito, capannelli di giovani che indugiano nella notte.
E nel profumo dell'aria estiva ti trovi a pensare.
Ti si palesa, per un attimo, un'altra vita. E per un attimo ti trovi a chiederti come saresti stata, senza le responsabilità di oggi, senza la fatica. Magari alla vigilia di un viaggio in Argentina o in Namibia, magari con una seconda laurea, magari con un "bucolocale" a Roma.

Forse un'altra me sta vivendo quella vita.
Forse però si sta perdendo le mie gioie, le mie soddisfazioni, i miei piccoli successi. Ma non mi è dato di saperlo.

Alla una il Carroponte è ancora pieno di gente. Io torno a casa.
Affascinata, però, per aver intravisto, per un attimo, il giallo dei limoni.

Le cose fatte, in un anno (5-10)






Prima che si pensi che le "cose fatte, in un anno" siano state solo quattro, continuo a raccontare un po' il lavoro intrapreso. Mi sono fermata una settimana perché i giorni appena passati sono stati molto faticosi,in termini di tempo e di energia, ma ora riprendo. Guardando avanti, sempre.
5) abbiamo aumentato in media di 1h il sostegno educativo ai bambini disabili, trovando le risorse in sede di assestamento di bilancio. Quella quota "incrementata" di ore sarà mantenuta e leggermente aumentata a settembre.
6) si è rinforzata la collaborazione tra Scuola e Sevizi Sociali, intensificando la comunicazione rispetto alle segnalazioni delle fragilità e della loro presa in carico
7) abbiamo vinto un bando del Ministero delle Politiche per la Famiglia per l'invecchiamento attivo, con un finanziamento pari a 99mila €: il progetto finanziato permetterà di realizzare con gli anziani laboratori teatrali, orti e giardini insieme ai bimbi, e interventi nelle scuole per favorire l'incontro tra generazioni
9) insieme all'Assessorato al Commercio, abbiamo realizzato il progetto Pappamica per costruire sempre di più una città a misura di famiglia, anche rendendo accoglienti per i bimbi gli esercizi della ristorazione.
10) abbiamo "osato". La quarta edizione della festa dell'infanzia un, due, tre...stella! si è ampliata ed è durata una settimana: abbiamo coinvolto non solo i bimbi ma anche le mamme e i papà. Per confrontarci su genitorialità e conciliazione.
[continua: siate pazienti. Magari il resoconto non è appassionante, ma è dovuto.]

domenica 9 giugno 2013

Cosa si impara in un giorno




Le cose che ho imparato oggi, alla quarta edizione dell'evento 1,2,3 stella:

- che l'ansia da condizioni meteorologiche porta a una notte fitta di continui risvegli. Che a sua volta porta occhiaie chilometriche nella giornata successiva.
- che anche la domenica mattina, in casi eccezionali, si può e si deve essere sul luogo di lavoro alle 7.30
- che il settore Educazione e tutti coloro che lavorano a 1,2,3 stella sono una macchina da guerra.
- che scaramanzia e organizzazione di un evento per migliaia di persone non possono convivere.
- che ogni piano A deve sempre avere un piano B
- che i bambini e le famiglie hanno voglia e bisogno di momenti come questi
- che mi ha inorgoglito la partecipazione di entrambi i miei settori insieme: Educazione e Sociale.
- che il tessuto associativo di Sesto è unico e ce lo invidiano tutti
- che ci sono tanti soggetti del privato e privato sociale che sono disposti a mettersi in gioco e contribuire alla realizzazione di una Sesto a misura di bambino
- che è bello far vedere una parte del tuo lavoro agli amici
- che ci si può anche non preoccupare dei calzini sporchi di sabbia e delle mani imbrattate di vernice.
- che alla fine dell'intera giornata si possono vedere centinaia di bambini instancabili accompagnati da genitori agonizzanti, che desiderano doccia e divano.
- che a volte si può fare contemporaneamente la mamma e l'Assessore.
La MammAssessore appunto.

giovedì 6 giugno 2013

Le cose fatte, in un anno (1-4)






Dopo la pancia, la testa.
Cioè, vi ho raccontato le mie emozionie le cose belle del mio primo anno da Assessore.
Ma credo che chi mi legga voglia (e debba volere) non solo le emozioni, ma anche i fatti. E quindi provo a raccontarvi qui, per punti, tutto il lavoro di un anno, dagli interventi più grossi ai dettagli.
Troverete spesso usato il NOI. Non è mania di grandezza, ma profonda riconoscenza per gli uffici che hanno lavorato con me.
1. Avevo detto "obiettivo equità". E in questa direzione mi sono mossa e continuo a tenerlo come bussola per i mesi e gli anni a venire.
Ecco allora la rimodulazione delle fasce ISEE nei servizi educativi, per evitare di assimilare condizioni sociali ed economiche diversissime fra loro.
2.Abbiamo lavorato ai regolamenti dei servizi educativi, introducendo per gli asili nido la graduatoria cittadina unica e a punti: questo ha permesso di dare una prima indicazione alle famiglie già a fine aprile. Ha garantito trasparenza e maggior equità.
3. Abbiamo scelto di introdurre la "mensa a consumo", con cui le famiglie pagheranno solo quello che realmente consumano e non un forfait mensile indipendentemente dalle assenze. E, mantenendo pari le entrate per il Comune, abbiamo rimodulato le tariffe per poter aiutare le famiglie più fragili.
4. Abbiamo istituito il Fondo di Solidarietà per il Lavoro, con cui sostenere quasi un centinaio di persone/famiglie vittime della crisi, disoccupati non curonicizzati. Per loro ci sarà una sorta di "rimborso spese" e l'accompagnamento nella ricerca del lavoro.
[continua...un anno è lungo da raccontare!]

mercoledì 5 giugno 2013

Cose belle, in un anno.





Giorno più, giorno meno, ma ci siamo: è passato il mio primo anno da Assessore. Forse anticipo di 72 ore, ma, visti gli impegni di 1,2,3 stella nel week end, voglio prendermi questo tempo e questo spazio bianco per guardare indietro.
E riempirlo non con le fatiche, i sacrifici, le delusioni: quelle ci sono in ogni lavoro e ci saranno sempre. Ma le fatiche, i sacrifici e le delusioni scompaiono a fronte delle emozioni e delle cose belle.
E il mio primo anno è stato pieno di emozioni, piccole gioie. Di cose belle.

La fiducia e l'amicizia del mio Sindaco, tanto per cominciare.
La Giunta.
Il primo ingresso in Sala Consigliare con il pancione scalpitante.
L'inno d'Italia che risuona prima del Consiglio
I bimbi dei nidi e delle scuole.
I ragazzi disabili.
Portare una delibera in Consiglio e vederla approvata all'unanimità.
Essere invitata dagli uffici a prendere il caffè alle 9.
Il mio primo 1,2,3 stella dopo un nubifragio pazzesco.
La dipendenza dalla rassegna stampa, rigorosamente, ogni mattina.
Le mani strette e i sorrisi ricevuti.
Le celebrazioni del 25 aprile.
La copertina nuova del mio IPad.
La pausa pranzo in mensa.
L'adrenalina che provo ogni volta che devo parlare in pubblico.
La scoperta di Twitter.
Le relazioni istituzionali fuori dai confini di Sesto che insegnano a respirare ampio.
Lo spaccarsi la testa con i miei uffici per trovare soluzioni, per progettare, per sognare anche quando i sogni ci vengono "tagliati".
La montagna di mail a cui rispondere ogni giorno.


Ma soprattutto la pienezza che provo ogni volta che riesco a risolvere un problema per i cittadini.
E l'addormentarsi la sera con la sensazione di essere stata, nel mio piccolo, utile a quella parte di mondo in cui sono chiamata a vivere.

martedì 4 giugno 2013

Il cielo di giugno






Questa sera, rientrando a casa, ho guardato in alto. Il cielo di giugno, ancora illuminato alle nove di sera, il profumo dell'estate che, nonostante tutto, manterrà la sua promessa di tornare. E anche le prime zanzare.
E ho pensato al bel pomeriggio di oggi, all'interno della nostra festa dell'infanzia 1,2,3, stella.
Ho pensato all'incontro felice con Valentina che oggi ci ha parlato di conciliazione e di maternità, e alle amiche che erano lì con me ad ascoltarla e a ritrovarsi in quelle fatiche e in quelle scelte.
Ho ripercorso la lunga chiacchierata che abbiamo fatto davanti a un sushi, a cena, parlando dei servizi educativi di Sesto, Milano e Torino, le nostre città.
Ma soprattutto della condivisione del sentimento più inquietante e misterioso nel conciliare famiglia e lavoro: mentre si è al lavoro desiderare essere con i propri figli e quando si è casa con loro sperimentare, non solo la gioia, ma anche la fatica. Il conseguente senso di colpa, senza però sentirsi cattive madri.
Un ultimo sguardo al cielo, pieno di gratitudine per i pensieri e i volti di oggi.
La porta di casa che si chiude alle mie spalle.
Una voce dalla camera che mi dice "Mamma, mi leggi il libretto di Peter Pan?".

domenica 2 giugno 2013

Sei come me






Anche se la mezzanotte è ormai passata, mi fermo un istante su questo 2 giugno.
Festa della Repubblica, celebrata a Sesto, oggi, in un modo un po' speciale.
Quasi 4 mila bambini e ragazzi, stranieri, ma nati nella nostra città da migranti e qui residenti, hanno ricevuto la cittadinanza onoraria.
Il vento caldo e il primo vero sole, in un Carroponte pieno di volti, colori, musica.
Un'immagine di oggi che custodirò, accanto alle mille altre che questo incarico mi sta regalando: un ragazzo che nel ricevere la pergamena con la cittadinanza onoraria si confessa emozionato e onorato.
Pieno di gioia nel vestito grigio delle occasioni speciali, chiede di poter fare una foto davanti al gonfalone della città.
Che mai, come oggi, sento NOSTRA.

sabato 25 maggio 2013

Ognuno per la sua parte




Sesto è in lutto in questi giorni. Piange la Ceda, staffetta partigiana e protagonista della vita politica e amministrativa della città.

Toccante poterle fare il picchetto d'onore in sala consigliare, dopo aver sentito risuonare le note di Bella Ciao, quasi fossero scritte per lei.
Commovente il discorso del presidente nazionale ANPI Smuraglia: «Ce ne andremo uno dopo l'altro. È l'implacabilità del tempo. Rimane però la testimonianza e rimane il legame con le giovani generazioni a cui tenevi tanto"

Diceva qualcuno "Siamo come nani sulle spalle di giganti". Ecco questi sono i nostri giganti. Quelli che ti fanno venire in mente Orazio, che ammette che labuntur anni, ma che con la loro vita e il loro coraggio hanno eretto un monumentum aere perennius.
Sono quelli che ti ricordano la ginestra di Leopardi, e il suo consolare i deserti.
Sono i giganti che ti fanno pronunciare il dantesco libertà va cercando, ch'è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta.

Ieri le parole di Smuraglia sull'implacabilità del tempo mi hanno fatto venire in mente i versi di Leopardi E fieramente mi si stringe il core/ A pensar come tutto al mondo passa/ e quasi orma non lascia.

Ma quel "quasi" ha il volto delle grandi semplici donne e dei grandi semplici uomini, come Ceda, Smuraglia e gli altri che richiamano al senso della storia e alla responsabilità di esserne parte attiva e coraggiosa.
Ognuno per la sua parte.
Per continuare a riempire quel "quasi" di testimonianza, di esempio, di storia.
Di eternità.

sabato 18 maggio 2013

Il tempo sistema le cose




È passato quasi un mese dal mio ultimo post. Non era mai capitato, e sicuramente un po' me ne dispiace. Ma l'amaro in bocca lasciato dalla politica nazionale mi ha tolto ogni voglia di analisi e di condivisione. Cosa analizzare di un governo insieme a Berlusconi? Cosa condividere se non l'imbarazzo, la rabbia, la frustrazione?

Il più carino dei commenti di amici era quello senza insulti; mai il mio partito mi è sembrato così lontano dalla gente comune.

Poi, come sempre, il tempo fa il suo corso e succedono cose che ti ribaltano le prospettive.
Due giorni dopo il "disastro di Prodi e dei 101", incontro un amico di amici, da poco sestese, che mi aveva contattato perché desideroso di darsi da fare nel PD. E pure giovane.
Ho fatto violenza a me stessa per non chiedergli, in quella fase così drammatica, "ma sei proprio sicuro?". In ogni caso avrei scommesso qualsiasi cosa sul fatto che non sarebbe più tornato.

E invece no.
Il tempo mi ha insegnato che ci sono ancora persone, giovani, che credono nella politica, si vogliono impegnare in prima persona, e lo vogliono fare nel PD. E a chi, con meno scrupoli di me, gli chiedeva "ma sei proprio sicuro?" quella persona rispondeva "Sì, ho visto che il PD è in difficoltà e mi sono detto che forse hanno bisogno anche del mio aiuto".

Il tempo mi ha insegnato che in fondo si deve ricominciare. A guardare avanti, a sperare, a parlare con i giovani e con la gente, a impegnarsi.
E anche a scrivere.

mercoledì 24 aprile 2013

Un canto, al sole




Le cose belle che capitano quando si è Amministratori. Oggi toccava a me l'ultima tappa nel consueto "giro" per la deposizione delle corone sulle lapidi in memoria di chi fu protagonista della Resistenza nella nostra città.
Destinazione: scuola Santa Caterina, ai piedi della lapide di Don Enrico Mapelli, parroco attivo contro i fascisti, fianco a fianco con i partigiani.

Lo ammetto: il 25 aprile e le commemorazioni che porta con sè mi giocano sempre brutti scherzi. L'emozione e soprattutto l'onore di indossare la fascia tricolore, di camminare accanto al gonfalone della nostra città, su cui fa bella mostra quella medaglia d'oro che è tanto costata.
Incontrare tutti i bimbi della scuola, dai cuccioli della materna ai ragazzi delle medie. Sentirli leggere nel sole brani di letteratura che ci parlano di quella storia, parlare loro di cosa significa metterci non solo la faccia, ma addirittura la vita per la libertà e la democrazia.
Deporre la corona d'alloro. E poi seguire il loro canto dell'Inno d'Italia.
In quel momento i conflitti d'interesse di Berlusconi, i "vaffa..." di Grillo e l'autolesionismo interessato del PD mi sono sembrati lontani anni luce.

Sopra, l'azzurro tersissimo.
Sulla guancia, una lacrima commossa ed emozionata.

Buon 25 aprile a tutti, di cuore.

venerdì 19 aprile 2013

Persone






"Un partito fatto di persone" : questo era lo slogan di una delle campagne di tesseramento del PD.
Ecco, tra ieri e oggi, mi sembra che le persone del PD siano state calpestate, umiliate. E non so se essere più angosciata o più indignata. Diciamo che sono pervasa da un'angosciata indignazione.
Nei giorni passati l'umiliazione degli elettori, della base, scegliendo un candidato che aveva tutto il sapore di un "inciucio". Un' umiliazione anche per Marini, ovviamente: direi che iscritti del tuo partito che bruciano le tessere in segno di protesta contro il tuo nome è una scena che parla da sè. E che appunto dice "umiliazione".
E oggi ancora peggio. Si è bruciato Romano Prodi, non so per quale follia. Una centuria di autolesionisti ha umiliato il partito a cui appartiene, esponendolo alla gogna degli altri. Ha umiliato l'unico politico in grado di vincere due volte contro Berlusconi alle elezioni, un uomo dalla grande esperienza di governo e dalla caratura internazionale. L'identikit perfetto, insomma.
Last but not least, hanno umiliato il segretario di quel partito, costringendolo alle dimissioni, mentre loro se ne staranno tranquilli al loro posto. Bersani è stato scelto con delle primarie, ha fallito, si è dimesso. Loro sono stati eletti con delle primarie, hanno fallito come politici ma soprattutto come uomini. Cosa aspettano a dimettersi?

domenica 14 aprile 2013

Giorno x Giorno - settimana 14 e 15/13






Due settimane in apnea, ecco cosa mi sono sembrati gli ultimi quindici giorni.
Innanzitutto la settimana dopo Pasqua è stata impegnata dalla chiusura di una delibera che andrà in Commissione Consigliare domani e in Consiglio Comunale martedì 23 aprile, con cui si propone il passaggio a consumo per la refezione scolastica.
E poi questa settimana la proposta è stata illustrata anche nella seduta della Commissione Mensa di lunedì e ha ricevuto l'ok della Giunta martedì. Tra l'altro lunedì sera c'è stato Consiglio Comunale. Un Consiglio duro, difficile, lunghissimo.
Mercoledì riunione con le coordinatrici dei nidi e l'equipe degli Psicopedagogisti per fare il punto sull'imminente pubblicazione delle gradutatorie cittadine(salvo imprevisti, dovrebbe essere pubblicata entro il 22 aprile); in mattinata ho incontrato le classi seconde delle Pascoli, in visita in Comune e ho risposto alle loro domande su cosa vuole dire amministrare una città.
Giovedì ho incontrato un gruppo di insegnanti e di genitori della Materna Corridoni, sempre per parlare del servizio di refezione scolastica, mentre venerdì c'è stata l'Assemblea di Distretto, dove, insieme agli Assessori di Cologno miei "omologhi" (Educazione e Politiche Sociali) abbiamo condiviso la necessità di impostare una riflessione condivisa sul futuro dei servizi e su come mantenerli a fronte di risorse sempre più scarse.
E poi questo week end sabato mattina ho partecipato al Convegno per festeggiare i 10 anni di Passo dopo Passo...Insieme Onlus. Per me è stato un tornare a casa, tra gli abbracci e i sorrisi dei miei vent'anni.
E finalmente un week end di sole. Con tanta voglia di camminare, correre, farsi un giro in bici con i bimbi, mangiare con loro il primo gelato della stagione. Invece no, è stato un week end chiusi in casa, a curare prima uno e poi l'altro, vittime di un fastidioso virus.
Per ricordarsi che la conciliazione, a volte, è anche una questione tra i tuoi desideri e la realtà.

domenica 7 aprile 2013

La lezione di Carolina




A volte, nella vita, si fanno strani incontri. Strani nel senso di inaspettati, inimmaginati, ma che ti spalancano mondi luminosi. A me è successo sabato pomeriggio, e questo incontro ha un nome e un cognome: Carolina Raspanti.
Carolina ha scritto un libro, sulla sua vita da lei descritta come entusiasmante e piena di soddisfazioni, che inizia così: Io mi chiamo Carolina Raspanti e sono una normalissima ragazza di 21 anni. Il fatto di essere Down non mi pesa per niente e direi che anche gli altri non mi fanno sentire diversa...

Carolina, sabato pomeriggio, mi ha incantato. Anzi, ha incantato tutta la sala, gremita per la presentazione del suo libro. Mi ha incantato con la sua gioia e la sua grinta, con il suo ottimismo che lei dice essere il sale della vita. Mi ha incantato la naturalezza con cui, attraverso la sua penna, ci insegna che non c'è una diversità, ma un caleidoscopio di unicità. Che tutti siamo diversi, ma poi...diversi da cosa?
Carolina ha dato uno schiaffo all'eterna insicura che c'è in me quando con orgoglio scrive " Io mi sono sempre accettata e mi sento anche molto bella". E lo è davvero, con i suoi occhi verdi e il suo sorriso irresistibile.

Il suo libro dovrebbe essere letto nelle scuole, tra i preadolescenti confusi di fronte alla vita a cui si affacciano, preda delle insicurezze e delle prime sconfitte.
Io l'ho già messo da parte, per mia figlia. Perché vorrei tanto insegnarle, anche grazie alla storia di Carolina, quell'amore per sè e per gli altri che dà sapore alla vita.

venerdì 5 aprile 2013

Centri Estivi: istruzioni per l'uso




Una settimana fa uscivano le nuove regole per i Centri Estivi del Comune.

Le famiglie hanno fatto notare la necessità di chiarimento per alcuni punti (ISEE, graduatoria, pagamento anticipato etc.): ecco allora la mia scelta di riepilogare e spiegare in un linguaggio un po' più da mamma e un po' meno da "amministratore" le nostre scelte.
Trascrivo qui il messaggio postato oggi sulla pagina FB del Comune di Sesto San Giovanni

“Andiamo per punti:

1. La graduatoria: verrà fatta solo se riceveremo più domande rispetto ai posti disponibili. In passato questo non è mai successo, abbiamo sempre soddisfatto tutte le richieste delle famiglie. Abbiamo però dato criteri equi e oggettivi per evitarvi il “chi prima arriva meglio alloggia” e tutelare i bambini con entrambi i genitori lavoratori nel caso in cui arrivassero richieste in eccesso.

2. I bambini che vivono in condizioni di disagio sociale stanno in cima alla graduatoria: non credo che ci debbano essere polemiche su questo. Si tratta di vite sfortunate, è nostro dovere tutelarle e dargli un luogo di giochi e di persone attente ai loro bisogni. Anche negli anni passati questi bambini avevano la precedenza su tutti gli altri.

3. m: siamo pienamente disponibili a rateizzare gli impegni economici importanti. Questo significa che se un genitore fa l’iscrizione per più settimane o per più figli può chiedere di rateizzare l’importo. Non c'è bisogno di portare alcuna documentazione: né l’ISEE, né ricevute di spese sostenute. E’ sufficiente spiegare la propria situazione agli uffici.

4. la pubblicità: abbiamo come sempre affisso in città i manifesti, informato le scuole dell'inizio delle iscrizioni ai centri estivi e usato tutti i nostri canali di comunicazione off line e on line per diffondere le informazioni.

5. Il costo: non abbiamo aumentato le tariffe se non il consueto aumento ISTAT. Abbiamo chiesto il pagamento anticipato per tutelare chi ha realmente bisogno del servizio. Troppe volte, infatti, in passato c'è chi ha occupato il posto ai centri per diverse settimane senza poi frequentarli, pagando solo l’anticipo.

6. le iscrizioni e l'ISEE: sono aperte dall’8 al 18 aprile. Abbiamo anche tenuto conto della difficoltà esplicitata dalle famiglie a produrre la documentazione ISEE in tempo utile e, quindi, abbiamo deciso che in via del tutto eccezionale per quest'anno, si potrà non consegnare l'ISEE, ma saranno gli Uffici Scuola a richiederlo alle famiglie se fosse necessario fare una graduatoria (le famiglie interessate dalla gradutatoria saranno contattate dagli uffici entro il 30 aprile).

Questo post è molto lungo, so che Facebook ama comunicazioni brevi! Spero di avere, almeno in parte, sciolto i vostri dubbi. Grazie e un caro saluto a tutti.”