Della vicenda dei dossier per facilitare la carriera del "Trota" (io avrei preso le distanze da mio padre il giorno stesso in cui fu formulato quel soprannome) non è il caso di parlare, tra i "forse", i "se" e così via...
Ma oggi riflettevo sulla sua carriera. Di punto in bianco si è trovato a guadagnare una cifra esorbitante, catapultato in un ruolo istituzionale tutt'altro che marginale. Inquieta ancor di più il fatto che non si senta assolutamente in dovere di dimostrare che quel posto se non se lo è proprio meritato almeno se lo sta guadagnando (o almeno io ho questa percezione, voi?)
Poco più di due settimane fa ho "diplomato" una classe di studenti, liceo scientifico.
Ragazzi in gamba, con ottime potenzialità e sogni nel cassetto: diventare ingegneri, medici, fisici,astrofisici, veterinari, e anche insegnanti.
Mi sembrano anni luce lontano dal "trota". Non solo per il "destino economico" che li attende (dubito che tra due anni qualcuno di loro possa sedere al Pirellone come Consigliere).
Ma soprattutto per la voglia di dimostrare quanto valgono.
giovedì 28 luglio 2011
mercoledì 27 luglio 2011
AAA Insegnanti di sostegno
Cercasi.
Anzi, si necessitano. Ma vengono tagliati. Il prossimo anno scolastico aumenterà il numero degli alunni disabili e diminuirà quello degli insegnanti di sostegno.
Ancora un segnale forte di come questo governo non investa sulla scuola.E a farne le spese, prima di tutto, chi dovrebbe essere maggiormente tutelato e chi dovrebbe vedersi garantite pari opportunità.
Continuo a pensare che un Paese che non investe sulla scuola e sulla formazione sia un Paese destinato a chiudersi sempre più in se stesso, relegandosi ai margini di modernità e sviluppo.
Anzi, si necessitano. Ma vengono tagliati. Il prossimo anno scolastico aumenterà il numero degli alunni disabili e diminuirà quello degli insegnanti di sostegno.
Ancora un segnale forte di come questo governo non investa sulla scuola.E a farne le spese, prima di tutto, chi dovrebbe essere maggiormente tutelato e chi dovrebbe vedersi garantite pari opportunità.
Continuo a pensare che un Paese che non investe sulla scuola e sulla formazione sia un Paese destinato a chiudersi sempre più in se stesso, relegandosi ai margini di modernità e sviluppo.
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Con "abiti appariscenti"
Con "abiti appariscenti" rischi aggressioni, stalking e violenze.
Di fatto è questo il contenuto di un opuscolo patrocinato dal comune di Roma destinato alle donne e contenente consigli su come evitare aggressioni o violenze in genere.
Pare che tra i consigli ci sia pure di "evitare gli abiti appariscenti" se si viaggia in metropolitana la sera.
Posso anche capire l'ingenua buona fede di questi consigli, ma sono pericolosissimi. Lasciano passare l'idea che se una donna si veste in modo appariscente (che poi...cosa vorrà mai dire?) allora in qualche modo la violenza se la va a cercare.
E' una forma mentis che offende le donne.
Ma anche gli uomini. Neanche fossero animali incontinenti davanti a una minigonna.
Di fatto è questo il contenuto di un opuscolo patrocinato dal comune di Roma destinato alle donne e contenente consigli su come evitare aggressioni o violenze in genere.
Pare che tra i consigli ci sia pure di "evitare gli abiti appariscenti" se si viaggia in metropolitana la sera.
Posso anche capire l'ingenua buona fede di questi consigli, ma sono pericolosissimi. Lasciano passare l'idea che se una donna si veste in modo appariscente (che poi...cosa vorrà mai dire?) allora in qualche modo la violenza se la va a cercare.
E' una forma mentis che offende le donne.
Ma anche gli uomini. Neanche fossero animali incontinenti davanti a una minigonna.
martedì 26 luglio 2011
La lettera di Bersani oggi sul Corriere
Riporto un passaggio della meravigliosa lettera di Bersani (che potete leggere per intero qui http://www.corriere.it/politica/11_luglio_26/bersani-lettera-legge-sui-bilanci-partiti_d7fdf76a-b747-11e0-bc88-662787a705c0.shtml ) e che credo dia la risposta migliore, che ognuno di noi iscritti al PD non può che condividere, in particolare noi sestesi.
A prescindere dalle loro conclusioni, non neghiamo dunque il turbamento che ci viene dalle indagini in corso. Sappiamo, anche per il futuro, di non poter essere immuni da sospetti più o meno fondati e da rischi. Sappiamo che anche noi dobbiamo aprire quattro occhi e fare tutto quanto ci è possibile per migliorare procedure di garanzia ed evitare che venga oscurata la nostra missione. I principi ispiratori all’origine del Pd sollecitano comportamenti civici esigenti, sobrietà e rigore nell’azione di governo e sensibilità verso il problema e i rischi della corruzione. La sfida quotidiana della buona amministrazione sta nell’applicare canoni severi anzitutto verso se stessi e i propri amici. Questo è ciò che pensiamo.
Sia altrettanto chiaro tuttavia che tuteleremo con ogni energia e in ogni direzione il buon nome del Partito democratico. Lo dobbiamo innanzitutto ai grandi valori ai quali ci riferiamo, che ci sono stati consegnati dal sacrificio di tanti e che ci impegniamo a non tradire. Lo dobbiamo alle centinaia di migliaia di donne e uomini che ci sostengono con onestà e convinzione, come si può vedere fisicamente in questi stessi giorni nelle feste che organizziamo ovunque; donne e uomini fortunatamente sensibilissimi ai temi del civismo e dell’etica pubblica. Lo dobbiamo in particolare al nostro Paese che ha bisogno per la sua riscossa di una forza politica responsabile, aperta e pulita. È per questo che niente potrà scoraggiarci e nessuno potrà intimorirci.
Al di fuori di una politica che sappia migliorarsi e farsi rispettare, c’è forse un’altra strada per l’Italia? Vogliamo forse continuare sulla strada di soluzioni eccezionali e sconosciute alle altre democrazie del mondo? Vogliamo affidarci ad ulteriori scorciatoie dopo quello che abbiamo visto in questi anni? Sarebbe disastroso. Tocca a noi evitarlo, certamente. Ma non solo a noi. Non c’è bisogno di negare i problemi della politica, in ciascuno dei suoi lati. C’è solo bisogno di non spargere sale sul buono che già vive o che sta nascendo. C’è bisogno che nessuno si senta esentato dal compito di contribuire, in ogni campo, in ogni situazione, alla riscossa civica del Paese.
A prescindere dalle loro conclusioni, non neghiamo dunque il turbamento che ci viene dalle indagini in corso. Sappiamo, anche per il futuro, di non poter essere immuni da sospetti più o meno fondati e da rischi. Sappiamo che anche noi dobbiamo aprire quattro occhi e fare tutto quanto ci è possibile per migliorare procedure di garanzia ed evitare che venga oscurata la nostra missione. I principi ispiratori all’origine del Pd sollecitano comportamenti civici esigenti, sobrietà e rigore nell’azione di governo e sensibilità verso il problema e i rischi della corruzione. La sfida quotidiana della buona amministrazione sta nell’applicare canoni severi anzitutto verso se stessi e i propri amici. Questo è ciò che pensiamo.
Sia altrettanto chiaro tuttavia che tuteleremo con ogni energia e in ogni direzione il buon nome del Partito democratico. Lo dobbiamo innanzitutto ai grandi valori ai quali ci riferiamo, che ci sono stati consegnati dal sacrificio di tanti e che ci impegniamo a non tradire. Lo dobbiamo alle centinaia di migliaia di donne e uomini che ci sostengono con onestà e convinzione, come si può vedere fisicamente in questi stessi giorni nelle feste che organizziamo ovunque; donne e uomini fortunatamente sensibilissimi ai temi del civismo e dell’etica pubblica. Lo dobbiamo in particolare al nostro Paese che ha bisogno per la sua riscossa di una forza politica responsabile, aperta e pulita. È per questo che niente potrà scoraggiarci e nessuno potrà intimorirci.
Al di fuori di una politica che sappia migliorarsi e farsi rispettare, c’è forse un’altra strada per l’Italia? Vogliamo forse continuare sulla strada di soluzioni eccezionali e sconosciute alle altre democrazie del mondo? Vogliamo affidarci ad ulteriori scorciatoie dopo quello che abbiamo visto in questi anni? Sarebbe disastroso. Tocca a noi evitarlo, certamente. Ma non solo a noi. Non c’è bisogno di negare i problemi della politica, in ciascuno dei suoi lati. C’è solo bisogno di non spargere sale sul buono che già vive o che sta nascendo. C’è bisogno che nessuno si senta esentato dal compito di contribuire, in ogni campo, in ogni situazione, alla riscossa civica del Paese.
Pier Luigi Bersani
La mia Sesto. Il mio PD
Ho pensato a lungo se scrivere qualcosa sulla bufera che sta colpendo la mia città, Sesto San Giovanni, e il mio partito. Avevo deciso di no, perchè le voci che si sono sentite in questa vicenda sono state davvero tante (forse troppe?), e non credo di poter portare nessun valore aggiunto alla questione.
Però.
Però il cuore mi continuava a dire altro, sollecitato dal fatto di non essere in città, perchè "chiamata" al mio dovere di mamma.
Non voglio entrare nel merito di una questione enorme, che tocca solo ed esclusivamente alla magistratura dipanare.
Non voglio schierarmi tra i garantisti o i giustizialisti, perchè ormai va di moda così.
Voglio semplicemente dire che il PD che ho conosciuto in questi anni a Sesto (dal gennaio 2008) è lontano anni luce da come lo si dipinge o da come, da parte di alcuni, lo si vorrebbe presentare. E' un partito di gente appassionata, coesa, alla mano. E' un partito che apre ai giovani e ai giovani dà fiducia. E' un partito di gente che la domenica mattina si alza presto per stare ai gazebo o per aprire i circoli, per incontrare la città.
E' un partito che, come ricorda il nostro attuale Sindaco, ci ha sempre messo la faccia.
E se ripenso alla mia esperienza personale, al fatto che questo partito abbia chiesto a me, appena entrata in politica, donna, giovane (lasciatemelo credere!) di candidarmi alle provinciali 2009 per la nostra città...mi chiedo con che coraggio si possa parlare di vecchi sistemi, di casta.
Ai giovani della mia città dico che se le vogliamo bene, se c'interessa, dobbiamo continuare l'impegno politico, con rigore, moralità e generosità.
L'anti-politica distrugge, ma poi cosa resta oltre alle ceneri?
Però.
Però il cuore mi continuava a dire altro, sollecitato dal fatto di non essere in città, perchè "chiamata" al mio dovere di mamma.
Non voglio entrare nel merito di una questione enorme, che tocca solo ed esclusivamente alla magistratura dipanare.
Non voglio schierarmi tra i garantisti o i giustizialisti, perchè ormai va di moda così.
Voglio semplicemente dire che il PD che ho conosciuto in questi anni a Sesto (dal gennaio 2008) è lontano anni luce da come lo si dipinge o da come, da parte di alcuni, lo si vorrebbe presentare. E' un partito di gente appassionata, coesa, alla mano. E' un partito che apre ai giovani e ai giovani dà fiducia. E' un partito di gente che la domenica mattina si alza presto per stare ai gazebo o per aprire i circoli, per incontrare la città.
E' un partito che, come ricorda il nostro attuale Sindaco, ci ha sempre messo la faccia.
E se ripenso alla mia esperienza personale, al fatto che questo partito abbia chiesto a me, appena entrata in politica, donna, giovane (lasciatemelo credere!) di candidarmi alle provinciali 2009 per la nostra città...mi chiedo con che coraggio si possa parlare di vecchi sistemi, di casta.
Ai giovani della mia città dico che se le vogliamo bene, se c'interessa, dobbiamo continuare l'impegno politico, con rigore, moralità e generosità.
L'anti-politica distrugge, ma poi cosa resta oltre alle ceneri?
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Sulla strage di Utoya e le derive di estrema destra
E' troppo vera per non essere letta.
Mi limito a copiarvi l'Amaca di Serra, pubblicata oggi su Repubblica...credo colga nel segno, senza bisogno davvero di aggiungervi altro.
Il brigatista rosso che spara alla nuca è un folle o un criminale politico? L’attentatore fascista che mette una bomba su un treno è un folle o un criminale politico? I jihadisti che hanno abbattuto le Due Torri sono folli o criminali politici? Nessuno ha mai avuto dubbi in proposito: si tratta di crimini politici, con movente politico e scopo politico. E dunque non si capisce proprio, leggendo molti dei commenti alla strage norvegese, perché mai la mattanza di quasi cento ragazzi di sinistra per mano di uno schifoso fanatico di destra non debba essere inquadrato nella sua piena, ovvia natura di delitto politico, maturato nella cultura razzista del suprematismo bianco, delle “radici cristiane” brandite come arma letale, dell’odio furente contro l’Europa della tolleranza, dell’integrazione, della democrazia.
Se non capiamo questo, e trattiamo l’orrido Breivik come un paranoico “a caso”, un incidente psichiatrico dalle conseguenze inaudite, allora non capiamo la profondità e la gravità della rottura culturale, politica, umana tra la destra estrema e la società aperta, che cerca un faticoso ordine amministrando il disordine vitale dell’immigrazione e della globalizzazione. Hitler era un pazzo? Certo, era anche un pazzo. Ma la pazzia che arriva al governo, e scatena la guerra globale e organizza lo sterminio, è politica allo stato puro. E si combatte con la politica.
Mi limito a copiarvi l'Amaca di Serra, pubblicata oggi su Repubblica...credo colga nel segno, senza bisogno davvero di aggiungervi altro.
Se non capiamo questo, e trattiamo l’orrido Breivik come un paranoico “a caso”, un incidente psichiatrico dalle conseguenze inaudite, allora non capiamo la profondità e la gravità della rottura culturale, politica, umana tra la destra estrema e la società aperta, che cerca un faticoso ordine amministrando il disordine vitale dell’immigrazione e della globalizzazione. Hitler era un pazzo? Certo, era anche un pazzo. Ma la pazzia che arriva al governo, e scatena la guerra globale e organizza lo sterminio, è politica allo stato puro. E si combatte con la politica.
da La Repubblica del 26/07/2011.
mercoledì 1 giugno 2011
La forza gentile di Milano
Va bene. Parlare del successo di Pisapia a Milano e in generale del centrosinistra in tutta Italia non è facile: c'è già chi lo fa con maggiori competenze di me. Ma non credo di poter e voler evitare di condividere con voi qualche "pensiero sparso", qualche riflessione che parta dal capolavoro politico che sono state le elezioni di Milano.
Non voglio chiedermi il perchè Pisapia ha vinto, se è cambiato davvero il vento, se il berlusconismo è davvero finito. Voglio solo condividere tre elementi che mi hanno colpito nella campagna di Pisapia e che credo debbano essere patrimonio delle prossime sfide politiche.
1. La meglio gioventù: i giovani sono tornati ad interessarsi di politica, ad emozionarsi, a partecipare. Alla faccia di chi li ritiene animali da ingrassare con i reality, il qualunquismo di mezza età e gli "dei falsi bugiardi" della moda a tutti i costi (anche economici). Io ho davvero ammirato, commossa ed entusiasta, tutti quei diciottenni e quegli universitari che hanno speso energie per la campagna di Pisapia, che si sono riversati in piazza Duomo lunedì 30 maggio e che hanno capito che fare politica non è avere le mani in pasta, ma partecipare al bene pubblico. A loro dico grazie per la boccata di speranza, voglia di fare e forza di volontà che insegnano a tutti noi.
2. La forza gentile di Giuliano: umanamente difficilissima. Un uomo che si è visto attaccare privatamente e pubblicamente nei modi più squallidi e meschini, su cui si sono dette le peggior cose, che è stato vittima di mistificazioni ai limiti del pudore, ha risposto con il sorriso, senza MAI abbassarsi al livello degli avversari.
Ecco la politica che voglio e che finalemte ho visto: lontana dai salotti urlanti, dalle bagarre imbarazzanti, ha dimostrato che, se si è convinti delle proprie ragioni, bastano rispetto dell'avversario e coerenza. Le idee penseranno a convincere.
Rispondere ai manifesti elettorali di bassa Lega (!!!) sulla Zingaropoli, o alle paure cielline della "mecca dei Gay" con un testo di Brecht: questa è PURA CLASSE.
3. L'uomo e i partiti: l'elettorato ha scelto un candidato relativamente nuovo sulla scena politica italiana, sostenuto da un popolo "arancione" che esulava anche dai partiti.Eppure da questo candidato i partiti che lo sostenevano sono stati rafforzati. Bilancio positivo per entrambi, insomma.
Ma soprattutto un grande monito e una grande speranza per la politica di domani: impensabile rinunciare all'esperienza dei Partiti ( come dico sempre si miei studenti: oltre alla pars destruens ci deve essere anche quella costruens - vero Grillini?) ma possibile, possibilissimo pensare a uomini nuovi.
Grazie Milano!
Non voglio chiedermi il perchè Pisapia ha vinto, se è cambiato davvero il vento, se il berlusconismo è davvero finito. Voglio solo condividere tre elementi che mi hanno colpito nella campagna di Pisapia e che credo debbano essere patrimonio delle prossime sfide politiche.
1. La meglio gioventù: i giovani sono tornati ad interessarsi di politica, ad emozionarsi, a partecipare. Alla faccia di chi li ritiene animali da ingrassare con i reality, il qualunquismo di mezza età e gli "dei falsi bugiardi" della moda a tutti i costi (anche economici). Io ho davvero ammirato, commossa ed entusiasta, tutti quei diciottenni e quegli universitari che hanno speso energie per la campagna di Pisapia, che si sono riversati in piazza Duomo lunedì 30 maggio e che hanno capito che fare politica non è avere le mani in pasta, ma partecipare al bene pubblico. A loro dico grazie per la boccata di speranza, voglia di fare e forza di volontà che insegnano a tutti noi.
2. La forza gentile di Giuliano: umanamente difficilissima. Un uomo che si è visto attaccare privatamente e pubblicamente nei modi più squallidi e meschini, su cui si sono dette le peggior cose, che è stato vittima di mistificazioni ai limiti del pudore, ha risposto con il sorriso, senza MAI abbassarsi al livello degli avversari.
Ecco la politica che voglio e che finalemte ho visto: lontana dai salotti urlanti, dalle bagarre imbarazzanti, ha dimostrato che, se si è convinti delle proprie ragioni, bastano rispetto dell'avversario e coerenza. Le idee penseranno a convincere.
Rispondere ai manifesti elettorali di bassa Lega (!!!) sulla Zingaropoli, o alle paure cielline della "mecca dei Gay" con un testo di Brecht: questa è PURA CLASSE.
3. L'uomo e i partiti: l'elettorato ha scelto un candidato relativamente nuovo sulla scena politica italiana, sostenuto da un popolo "arancione" che esulava anche dai partiti.Eppure da questo candidato i partiti che lo sostenevano sono stati rafforzati. Bilancio positivo per entrambi, insomma.
Ma soprattutto un grande monito e una grande speranza per la politica di domani: impensabile rinunciare all'esperienza dei Partiti ( come dico sempre si miei studenti: oltre alla pars destruens ci deve essere anche quella costruens - vero Grillini?) ma possibile, possibilissimo pensare a uomini nuovi.
Grazie Milano!
mercoledì 27 aprile 2011
Facendo un "bilancio": tagliate soprattutto le politiche sociali.
Approvato il bilancio di palazzo Isimbardi:bilancio precario, che taglia soprattutto le politiche sociali
Un bilancio di circa 780 milioni precario perché si basa soprattutto sulla futura vendita degli immobili dell’ente, che non si sa se e a che cifra avvenga.
Il centrosinistra è riuscito a ottenere l’impegno per trecentomila euro da destinare agli sconti per il trasporto pubblico, 2 milioni di euro per dare nuovo impulso alla realizzazione della rete in fibra ottica della Provincia e la creazione di un fondo anticrisi finanziato con parte dei futuri provenienti del dividendo di Sea.
È passato anche un ordine del giorno che impegna la giunta di Palazzo Isimbardi a promuovere i servizi della prima infanzia e a dare sostegno alle associazioni che gestiscono queste strutture. Ma non basta di questi tempi, quando la crisi economica colpisce soprattutto le donne, costrette in molti casi a stare a casa dopo la maternità
E in merito ai tagli per il sociale?Il bilancio approvato dal centrodestra ha ridotto drasticamente le risorse. Solo per questo settore nel 2009 erano stati stanziati 35 milioni, nel 2010 ce n’erano 22, nel 2011 ce ne sono solo 15. Intanto è negativo anche il giudizio sul fronte scuola: non si è voluto dar seguito al progetto di installare pannelli solari sui tetti delle scuole superiori, di competenza della Provincia. Ma la Lega è riuscita a far passare un emendamento singolare in tempi di ristrettezze: 35mila euro ‘per iniziative di valorizzazione della cultura lombarda’.
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giovedì 24 marzo 2011
La presidentessa delle Pari Opportunità dice no agli aiuti alle donne!
Altro episodio particolarmente surreale, sempre durante la discussione del Bilancio 2011, tuttora in atto in Consiglio Provinciale.
Su un ordine del giorno della consigliera De Marchi (PD), in cui si chiedeva di sostenere le realtà che lavorano per l'inserimento lavorativo e il ricollocamento delle donne, ho scelto di intervenire, rivolgendomi alle colleghe della mggioranza.
Ho chiesto loro di prendere atto della situazione del nostro Paese, in cui una donna, a parità di curriculum (ma anche con un curriculum più prestigioso) è sempre sfavorita rispetto a un uomo.
Bene, quasi tutte hanno votato contro la mozione. La consigliera Tacchini, presidentessa della Commissione Pari Opportunità, si è semplicemente astenuta dal votare l'aiuto alle donne nell'ambito lavorativo.
A che cosa serve la commisione Pari Opportunità?
Mi auguro che nessuna delle donne che oggi hanno votato contro all'OdG del PD si debba mai trovare a scegliere tra FAMIGLIA e LAVORO, che mai la differenza di genere debba essere considerata un ostacolo invece che una risorsa!
Su un ordine del giorno della consigliera De Marchi (PD), in cui si chiedeva di sostenere le realtà che lavorano per l'inserimento lavorativo e il ricollocamento delle donne, ho scelto di intervenire, rivolgendomi alle colleghe della mggioranza.
Ho chiesto loro di prendere atto della situazione del nostro Paese, in cui una donna, a parità di curriculum (ma anche con un curriculum più prestigioso) è sempre sfavorita rispetto a un uomo.
Bene, quasi tutte hanno votato contro la mozione. La consigliera Tacchini, presidentessa della Commissione Pari Opportunità, si è semplicemente astenuta dal votare l'aiuto alle donne nell'ambito lavorativo.
A che cosa serve la commisione Pari Opportunità?
Mi auguro che nessuna delle donne che oggi hanno votato contro all'OdG del PD si debba mai trovare a scegliere tra FAMIGLIA e LAVORO, che mai la differenza di genere debba essere considerata un ostacolo invece che una risorsa!
Bilancio Provinciale 2011: un aiuto agli asili nido dal Pd!
Finalmente, nel mare magnum della schizofrenia politica (ormai è il mio mantra da una settimana a questa parte), una bella notizia!
Ieri è stato approvato un ordine del giorno, da me presentato, in cui si chiede l'impegno della Provincia, non solo per la realizzazione di nuove strutture per la Prima Infanzia, ma anche per la valorizzazione delle strutture già esistenti, attraverso il sistema dei convenzionamenti con i Comuni e le Associazioni di rappresentanza.
Stanca, ma soddisfatta!
Ieri è stato approvato un ordine del giorno, da me presentato, in cui si chiede l'impegno della Provincia, non solo per la realizzazione di nuove strutture per la Prima Infanzia, ma anche per la valorizzazione delle strutture già esistenti, attraverso il sistema dei convenzionamenti con i Comuni e le Associazioni di rappresentanza.
Stanca, ma soddisfatta!
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