martedì 9 agosto 2011

Neonazilandia e la piccola Resistenza

Leggo da Vanity Fair (come vedete le mie letture ormai sono proprio da spiaggia!) che un paesino tedesco, Jamel, è diventato la patria dei neonazisti del partito Npd.
Vi abitavano poco più di un centinaio di persone, ma i noenazisti hanno convinto, molto spesso con le cattive, gli abitanti a vendere loro le aitazioni. Le maniere cattive, in particolare prevedevano incendi, sparatorie, cagnolini impalati e altre atrocità.
Qui il Npd fa raduni, esercitazioni militari e quant'altro.

Sapete qual è la notizia che mi ha allargato il cuore di speranza?
Due abitanti, Horst e Brigit Lohmeyer, NON hanno ceduto. Hanno resistito e RESISTONO!

E il loro coraggio va ben oltre. La loro resistenza non è un sopravvivere, ma un vero e proprio lottare: dal 5 al 7 agosto hanno organizzato un festival musicale "di democrazia e tolleranza".

Io credo che avremmo davvero da imparare da questa coppia. Una bella lezione di resistenza e di coraggio.


domenica 7 agosto 2011

Le province sono davvero inutili?

Visto che Di Pietro ha avviato una raccolta firme per un referendum sulla legge elettorale e sull'abolizione delle province, mi sembrava interessante proporvi questa riflessione di Onida:

Le province sono davvero inutili?

Lo so, sono un consigliere provinciale. Ma vi assicuro che non c'è conflitto di interessi: prontissima a farmi da parte per la costituzione della città metropolitana (a Milano, ma anche Napoli, Roma etc.).

sabato 6 agosto 2011

La strage dimenticata (dal governo Berlusconi)

Lo scrivo adesso per le motivazioni già dette, anche se questo post era nella mia testa il 2 agosto, anniversario della strage di Bologna.

Per il secondo anno consecutivo nessun rappresentate del governo (figuriamoci il Presidente del Consiglio stesso!) alla cerimonia di commemorazione.
Repetita iuvant.
Già, iuvant a capire che il Governo non vuole esserci: è una scelta, voluta, pesata. Il problema è che è qualcosa anche di moralmente e culturalmente inaccettabile: significa bruciare le speranze di tutti i familiari delle vittime di sapere tutta la verità.
Significa dire "non ci interessa, sono fatti vostri".

Mi chiedo, dopo l'esperienza di Utoya, che farebbe il governo norvegese al posto di Berlusconi.

Seveso: ci risiamo!

Purtroppo i problemi di Milano e provincia non vanno in vacanza.
Anzi, nella città semideserta di agosto sembrano fare ancora più rumore e rivendicare con forza maggiore di essere risolti.

Ecco di nuovo l'esondazione del Seveso, intollerabile per una città con la vocazione europea di Milano. Intollerabile perchè dura da troppo tempo.

Vedi articolo de Il Giorno

In fondo alla pagina che vi ho linkato, le dichiarazioni dell'assessore Maran.
Una conferma di quello che noi in Provincia diciamo da tempo: la questione del Seveso va risolta, e va fatta da Provincia e Regione.

Finalmente!

Finalmente posso riprendere a scrivere, anche se solo per poco: il mio computer è rotto e approfitto di quello del lavoro del marito, che sta trascorrendo il classico week end del maschio italiano che "lavora, mentre la famiglia è al fresco in montagna, e la raggiunge per il fine settimana".

Mi è spiaciuto non poter scrivere, perchè questa settimana ci sono stati davvero tanti spunti di riflessione da condividere. Un po' alla volta recuperiamo.

Di certo non è stata una settimana bella per il nostro Paese e per la nostra politica. Ma purtroppo questo è un copione che ripete ormai troppo spesso...

domenica 31 luglio 2011

Semina vento

Visto che si amo in clima di vacanza, mi permetto di consigliare un libro che ho letteralmente divorato e che ho anche consigliato ai miei studenti.
E' un romanzo politico, che ci interroga sui difficili temi dell'integrazione e dell'intolleranza di alcuni movimenti.
Alessandro Perissinotto, Semina Vento.

Solo un ricordo

Solo una parola per ricordare il giornalista D'Avanzo: grazie.

Grazie per aver messo il tuo talento e la tua passione al servizio della gente, per averle permesso di "aprire gli occhi" e di formarsi opinioni critiche.

Sono ancora più convinta della necessità, urgente, di giornalisti veri per il nostro Paese. E liberi.

sabato 30 luglio 2011

La Provincia di Milano alla marcia della pace?

Giovedì 28 luglio si sono chiusi i lavori del Consiglio Provinciale, prossimo appuntamento il 1 settembre.

Che significa solo 24 giorni prima della Marcia della Pace Perugia-Assisi, a cui la Provincia di Milano ha sempre partecipato. Almeno fino al 2010, primo anno della giunta Podestà.

Ora, visto che non si possono trovare scuse, se non di natura prettamente ideologica, ho presentato una mozione in cui chiedevo che la Provincia riprendesse questo impegno, che credo, ora più che mai, abbia anche un forte significato civile.

Dico solo questo, l'ho presentata a gennaio. Non si è ancora discussa. Anzi, non si è ancora VOLUTA discutere.

L'appello di Napolitano per l'emergenza carceri

Anche il capo dello Stato ha lanciato un appello a proposito dell'emergenza carceri.

In Provincia abbiamo provato ad occuparcene, proponendo un ordine del giorno sul problema dell'affollamento: ci abbiamo messo un anno, perchè il documento veniva "sapientemente" rispedito in commissione.
Soprattutto per volontà della Lega, che ci teneva ad inserire l'informazione che molti detenuti erano stranieri e che per risolvere l'emergenza sarebbe "bastato" spedirli a scontare la pena nelle carceri dei loro Paesi.

Solo con lo sciopero della fame del mio collega Enrico Borg, si è riusciti ad approvare a metà luglio un ordine del giorno, anche se avremmo voluto fare di più.

L'appello di Napolitano ci ricorda che gli sforzi fatti fino ad ora non bastano. Almeno se vogliamo essere una un Paese civile.

venerdì 29 luglio 2011

Le offese di Gasparri a Sesto San Giovanni

Ho già parlato della questione Sesto San Giovanni, e di come ho conosciuto e amato il PD di questa città.

Oggi voglio solo condividere la rabbia, quasi la nausea nel sentire l'intervento di Gasparri al Senato che invita a cercare il "regime a Sesto San Giovanni", e che parla per questa città di un sistema di illegalità.

Diciamo basta a questi insulti.
La nostra città non merita queste offese, perchè la sua storia testimonia, dai tempi della Resistenza, tenacia, solidarietà, capacità di modernizzarsi e lealtà.

Le parole di Gasparri (che stridono ancora di più in bocca a un esponente del PdL) hanno passato la misura.

Ora spetta a noi sestesi reagire con fermezza e rivendicare tutto il buono che c'è in questa città, orgogliosi della nostra storia e dei risultati raggiunti.

il cannocchiale